30 aprile 2003




Le mie giornate sono strane. Ultimamente ho scoperto che il mio commercialista ha fatto una cagata, ma avendola fatta fare a me il chilo da sbirsare è a carico del sottoscritto. Poi ho anche scoperto che certa gente che credevo fossero dei cioccapiatti - che da queste parte vuol dire più o meno parolai - invece sono stati di parola. E trattandosi di vil danaro non può che farmi piacere.
E ho scoperto anche che uno dei momenti che preferisco delle mie giornate è quel momento fra le dieci e le undici di sera quando mi metto a sedere davanti al Mac e improvviso quelle quattro righe che spedisco per mail. Una volta, in tutti i film d'avventura che si rispettino, c'era il messaggio nella bottiglia. Una bottiglia con la mappa di un tesoro, magari. Tutte le sere scrivo il mio messaggio nella bottiglia. Che un messaggio nella bottiglia ha un destinatario, ma non è come una raccomandata. CHi lo riceve mica firma.
Basta che legga. A volte c'è una mappa che porta da qualche parte, a volte è una finestra che si apre su un mondo, che si tratti di pensieri o dello specchio di una storia.
E non so perchè, ma so che tutte quelle bottiglie che metto in mare a quell'ora, quando chissà perchè la mente si mette in moto e sforna, arrivano a destinazione. C'è una mano che le apre, sfila lentamente la pergamena gialla, la srotola come fosse un banditore e la legge.
E' per questo che esistono i messaggi nella bottiglia. Perchè chi li riceve li legga. Perchè possa credere che quella mappa porta a un tesoro.
Che forse bisognerà scavare per trovarlo. Ma che sepolto sotto la terra, nascosto negli alberi, mescolato agli alberi, nascosto in una serie di trappole, l'oro c'è.
E a volte può anche capitare che quel messaggio chiuso nel vetro e raccolto dai pensieri sia la mappa che porta da qualche parte.
Da qualche parte dentro di te che conosci bene. Che conosci solo tu, forse. E che leggendo quel messaggio scopri che in fondo non è così difficile da vedere.
Basta seguire le tracce che lasci nel mondo.
Mi piace disegnare quelle mappe. Mi piace perchè è un gioco strano e folle. E io sono strano e folle.
Lo sono i miei pensieri e le mie parole e le mie mani nelle notti calde d'estate.
E in fondo, bella penna, di una forma strana di follia sei presa bene anche tu. Altro che sars...

@4:55:00 PM - permalink - 0 commenti


 
 
Qui&Ora
Salman Rusdhie, Shalimar il clown
Giorgio Bocca, Noi terroristi
The Kooks, Naive
 
Blog
 
Letto
 
Visto
 
Letto (prima)
 
Visto (prima)
 
 


This page is powered by Blogger. Isn't yours?